Carlo Croce


Carlo Croce nasce a Roma il 15 Aprile del 1892 ed entra nell'esercito, come soldato di leva, nel Distretto di Milano; viene congedato il 4/6/1912, ma viene poi richiamato alle armi il 5 agosto 1912. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale con il grado di tenente. Rifiuta la medaglia di bronzo offertagli per le imprese eroiche perchè gli viene promessa la medaglia d'argento. Nel 1920 viene congedato e si stabilisce a Milano dove ha un'industria di carrozzelle per disabili e rifiuta la tessera del partito fascista, riconsegnandola personalmente all'ufficio preposto. Nel 1942 viene richiamato alle armi con il grado di primo capitano e in Russia ha il compito di guidare i soldati sul fronte di guerra. In Germania, inorridito da diverse scene a cui assiste, dice: "Ho l'impressione che qualche popolo sarà distrutto" e capisce che gli italiani non sanno cosa stia realmente accadendo. Tornato in Italia, viene assegnato al presidio di Porto Valtravaglia e, dopo l'8 settembre, dall'8 al 15 novembre del 1943 conduce i propri uomini sul San Martino, identificando il gruppo di partigiani con "Esercito Italiano - Gruppo 5 Giornate", dove avverrà uno scontro violento con i tedeschi. Dopo la battaglia, il 16 Novembre del 1943, parte con 42 uomini superstiti e raggiunge la Svizzera dove viene trasferito al campo di internamento di Buren. Qui ha modo di dare un giudizio negativo riguardo le operazioni partigiane e per questo motivo nascono delle incomprensioni con i suoi uomini che porteranno alla nascita di due gruppi distinti di partigiani. Riesce a instaurare comunicazioni con Alessandro Frigerio (avvocato milanese), Louis De Pace (Servizi segreti francesi), Guido Bustelli (Servizio svizzero della frontiera), la Legazione Militare Italiana, esponenti dello Special Operations Executive (Servizio informazioni inglese), Office of Strategic Services (americani che aiutano il rientro degli italiani pronti a lottare contro i fascisti). In questo periodo progetta di far entrare in Italia, e più precisamente in Valtellina, 500 uomini dalla Svizzera. Con l'amico Alessi (comandante dei carabinieri di Sondrio) pianifica una strutturazione dei gruppi che si sono formati in Valtellina, questo progetto viene definito "Operazione Valtellina". Nel 1944 esce clandestinamente dalla Svizzera per incontrare altri partigiani (Guicciardi, Lei, Beltrama) per programmare il rientro clandestino di molti esuli. In Valtellina avviene l'incontro ma sorge il sospetto di essere spiati, infatti la casa dove soggiorna Croce viene circondata dalle SS. L'incontro quindi si interrompe e il colonnello torna in Svizzera. Nei mesi successivi si continuano a disporre nuovi progetti e programmi per evitare imprudenze e nuovi insuccessi. Il colonnello intanto cerca adesioni per un nuovo progetto di rimpatrio e per questo motivo molte persone vengono coinvolte riguardo al nuovo programma. I partigiani del San Martino scoprono che un tal Bettinelli ha fatto la spia e purtroppo non è l'unico. Croce lascia la Svizzera con don Mario Limonta tramite ferrovia, ad una fermata il prete dimentica un pacco e perciò chiede al conduttore del treno di farlo recuperare e spedirlo ad un indirizzo di Poschiavo, questo insospettisce i gendarmi svizzeri che sottopongono il sacerdote ad un controllo con esito negativo. Poco dopo però viene arrestato dalla polizia militare svizzera ma Croce, che stava viaggiando insieme a lui, riesce a sfuggire all'arresto ed a rifugiarsi in Valtellina. Alcuni contatti del colonnello programmano il suo rientro e inviano dei mitra, ma non sono sicuri che questi siano stati ricevuti. Croce si dirige allora con un gruppo fuoriusciti al Painale. Il gruppo però viene intercettato e durante il fermo intimato dai fascisti Croce viene colpito dal caporale Vedovatti. Il ferito rimane all'interno di una baita finchè un altro gruppo di militi lo trasporterà all'ospedale di Sondrio sotto il falso nome di Carlo Francesco Montuoro. Gli altri partigiani vengono trasferiti dalla prigione di Sondrio al carcere di Milano e di questa cattura viene informato direttamente Benito Mussolini. Croce nonostante le proprie condizioni critiche cercò di rimanere in ospedale il più possibile così da organizzare una nuova fuga o prendere contatti con altre persone della Resistenza. I capi tedeschi intuirono il pensiero di Croce e trasferirono il comandante da Sondrio a Bergamo. Durante il trasporto, come afferma chi si trovava con lui durante i suoi ultimi attimi di vita, il comandante chiese il perdono per chi l'aveva ferito a morte ed diede l'ultimo comando ai suoi partigiani ("Taci"). Arrivato all'ospedale militare della Clementina venne chiamato il cappellano militare don Matanza il quale darà l'estrema unzione al comandante e farà il funerale nel cimitero di Bergamo contro il volere dei tedeschi. La signora Croce viene a conoscenza della sepoltura del marito grazie al maresciallo dei carabinieri Giovanni Rossi che lavorava presso il Comando tedesco. La signora, nonostante il rischio di essere arrestata da parte dei tedeschi che presidiavano la tomba, continuò a visitare la salma del marito. Il corpo del comandante verrà recuperato, dopo la Liberazione, da alcuni familiari che trasferirono il corpo a Milano nonostante l'opposizione degli americani. La salma verrà poi sepolta al San Martino insieme a quelle dei suoi compagni. Il colonnello è stato insignito della medaglia d'oro al valor militare.


Carriera:

  • 1912 soldato di leva
  • 5/08/1912 5° Reggimento Bersaglieri
  • 31/03/1913 caporale
  • 5/12/1913 caporal maggiore
  • 31/10/1914 sergente
  • 25/10/1915 aspirante ufficiale di complemento nell’arma di Fanteria
  • 17/12/1915 sottotenente di complemento – 6° Reggimento Bersaglieri
  • 29/12/1916 tenente
  • 1/08/1918 capitano
  • 10/1918 – 11/1918 22°, 12°, 7° Reggimento Bersaglieri
  • 9/04/1920 viene congedato
  • 26/10/1930 1° Capitano
  • 24/02/1939 Maggiore
  • 1/06/1942 Vicenza con la II Base Tradotte Militari C.S.I.R.
  • 13/06-15/07/1942 – 30/07 – 28/08/1942 Russia con la Tradotta 175, convoglio n°3999393
  • 1/12/1942 Tradotta 955, trasporto n°376033
  • 25/03/1943 tenente colonnello
  • 26/06/1943 Distretto Militare di Venezia
  • 11/08/1943 Deposito dell’8° Reggimento Fanteria – XVI Battaglione Avieri – Porto Valtravaglia
  • 8/09 – 15/11/1943 “Esercito Italiano - Gruppo 5 Giornate” sul san Martino
  • 16/11/1943 Svizzera – campo di Büren
  • 7/12/1943 campo di Chexbres

Medaglie:

  • 1917 medaglia di bronzo per imprese eroiche (rifiutata)
  • 1/01/1919 insignito della Croce di guerra
  • Medaglia d’oro al valor militare